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BIG DATA
SI PUÒ SAPERE TUTTO DI TUTTI: POTENZIALITÀ O MINACCIA?
mercoledì 17 ottobre 2018, ore 17.45
Padova – Auditorium Orto Botanico
Ingresso da Prato della Valle 57 C

Ogni anno nel mondo solo per via delle telecomunicazioni produciamo un numero di byte equivalente a scrivere 340 miliardi di volte Guerra e pace. Oggi il tempo di raddoppio dei dati prodotti è di un anno: nel 2016 abbiamo prodotto tanti dati quanti ne ha prodotti l’umanità intera in tutta la sua storia.

Un settore, quello dei “dati”, che apre vasti orizzonti di ricerca e di applicazione che vanno dall’intelligenza artificiale alla sentiment analysis (che studia come si formano le opinioni e le preferenze); dallo studio dei sistemi complessi alla teoria dei sistemi in economia; dall’internet of things alla privacy. Il tutto in un contesto nel quale si ipotizza che nel giro di cinque anni il mondo sarà coperto da 150 miliardi di dispositivi che comunicheranno tra loro e con gli umani. Il tempo di raddoppio dei dati prodotti fino a quel momento dall’intera umanità scenderà a 12 ore, mezza giornata.

“Io credo – sostiene Mario Rasetti – che sia molto corretto preoccuparsi della privacy. È corretto ma non è il vero disastro: se mettere a disposizione i miei dati permette un avanzamento della medicina o serve per battere il terrorismo, ok. Questa del digitale è come la nuova fisica nucleare. Si presta ad applicazioni molto utili, come il nucleare ha portato a macchine per curare i tumori, ma si presta anche a cose molto negative (l’atomica). Bisogna stare molto attenti a capire in mano a chi vanno questi dati. E il primo passo è creare una struttura di leggi che vincoli gli accessi e l’utilizzo appropriato dei dati”.

MARIO RASETTI

Fisico. Ha collaborato con i maggiori centri di ricerca al mondo e ha co-fondato la Fondazione ISI – Istituto per l’interscambio scientifico. È tra i maggiori esperti mondiali di big data.

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